3 dicembre

In questo viaggio, concediti un’esplorazione audace per i tuoi piedi. Ma prima immergiti nei loro nomi: Alluce, Melluce, Trilluce, Pondulo e Mellino. Diamo identità a chi spesso è solo numerato.

Ora, mettiti in piedi, osserva e ascolta.
Emetti suoni, canta, scopri la tua voce in questo istante. Non giudicare la voce, prendi atto di come si presenta oggi e null’altro.
Afferra una pallina da tennis o una pallina simile. In piedi, posiziona la pallina sotto un piede e fai rotolare la pallina dai cuscinetti fino al tallone. Ripeti questa carezza (la direzione è sempre e solo dai cuscinetti al tallone) più e più volte cantando in contemporanea. Togli la pallina da sotto il piede e nota se i tuoi piedi sentono un cambiamento. Paragona il piede destro con quello sinistro.
Adesso posiziona la pallina di nuovo sotto lo stesso piede e trasferisci il peso con intenzione. Lascia che il piede abbracci la sfera, liberando suoni selvaggi. Non temere suoni brutti o terrificanti, accoglili, permetti alla voce di esprimersi. “Migliorare la voce?” sì, ma ora abbraccia l’aspetto selvaggio. Sposta il punto di contatto. Nel caso ci fossero punti dolorosi calibra il peso, ma affronta il tutto con determinazione.
Ricorda: prenditi cura di te con audacia, a ogni passo di questo affascinante percorso.
Togli la pallina e nota le differenze fra un piede e l’altro. Ripeti i due esercizi con l’altro piede, sempre accompagnando il tutto con il suono della tua voce.
Ora confronta, osserva le differenze:
- Come si sentono i piedi adesso?
- Com’è cambiata la tua voce? Nel caso non l’avessi ancora fatto canta ora senza la stimolazione della pallina.
Lascia che la tua voce e i tuoi piedi si raccontino nel diario di bordo – procurati un quaderno per questo viaggio. Scriviamo assieme un’odissea di autenticità ed esplorazione personale. E se vuoi condividi con noi cosa hai notato nei commenti.
A domani