9 dicembre

Il mio primo incontro con Lei

La musica è stata una costante nella mia vita fin dalla nascita. Mio padre non perde occasione per raccontarmi di come mi rifiutassi ostinatamente di tenere il ciuccio – che per tanti bimbi è indispensabile – ma allo stesso tempo non riuscissi ad addormentarmi senza essere cullata a suon di musica. E non una qualunque: ancora oggi le canzoni mie e di papà sono Landslide dei Fleetwood Mac e The Ragpicker’s Dream di Mark Knopfler, due brani di una dolcezza smisurata.  

Durante gli anni delle scuole elementari ho vissuto un periodo di insonnia notturna. Ricordo ore interminabili trascorse nel mio letto a castello, incapace di prendere sonno. La mia unica compagna in quei momenti era Radio Marconi, grazie alla quale ho scoperto le musiche di Beethoven, Mozart e Vivaldi. Le ascoltavo con curiosità e credo sia stato un momento importantissimo che ha gettato le basi del mio amore per la musica. 

Scoperta questa passione ho tentato l’ammissione alla scuola media a indirizzo musicale, indicando il Pianoforte come prima preferenza tra i quattro strumenti disponibili. Non nascondo di aver provato un leggero disappunto nell’apprendere che ero stata ammessa alla classe di Flauto Traverso. Oggi, però, se potessi parlare con la me stessa di dodici anni fa, le direi: “Questa è la cosa più bella che potesse capitarti”. 

Il flauto e l’amore per la musica.

Oggi sono una studentessa della Civica Claudio Abbado di Milano, e il Flauto occupa un posto centrale nella mia vita. E’ molto più di uno strumento: è un mezzo con cui riesco a esprimermi e ad entrare in connessione con gli altri. Dal 2018 porto avanti il Duo Florído, un duo Flauto-Chitarra con cui Davide ed io proponiamo un repertorio di musica popolare brasiliana e sudamericana. 

È stato proprio grazie ai numerosi concerti realizzati con questo progetto che ho imparato a lasciar andare l’ansia legata alla prestazione e alla paura di sbagliare, per godermi di più i momenti sul palco e riuscire così a trasmettere al pubblico tutto il bello della nostra musica. 

Per quanto sogni un futuro come orchestrale o concertista, la mia curiosità mi ha spinta ad esplorare anche altri rami del mondo musicale. Proprio questo Novembre mi sono diplomata in un corso da Tecnico del Suono e Produttore Musicale. Amo la fisica e tutto ciò che riguarda i fenomeni acustici, e una delle mie grandi passioni è la registrazione degli strumenti. 

 
La voce come primo strumento.

Ho un rapporto positivo con la mia voce e anzi, credo che tutti i musicisti dovrebbero averlo. Forse sembrerà banale ma canticchiare una frase musicale prima ancora di portarla sullo strumento ci aiuta a darle una direzione più spontanea e personale. La voce è di fatto il primo mezzo con cui impariamo a comunicare e a volte, da strumentisti, ci dimentichiamo della sua importanza. Io personalmente sono anche a mio agio a cantare davanti alle altre persone, e ne faccio uso anche con i miei giovanissimi allievi perché ci tengo a trasmettere loro questo concetto. Ho la fortuna di essere molto intonata – ho l’orecchio assoluto! – e alla Civica frequento un corso di coro, dal quale sto imparando tecniche utili anche per il Flauto.

 
Con la testa e con il cuore.

Per prepararmi a un’esibizione mi piace studiare immaginando di trovarmi già sul palco, davanti al pubblico. Questa condizione mi aiuta a sentire un po’ di adrenalina e a capire come utilizzarla a mio favore, anche in base al tipo di repertorio che dovrò suonare. Ho una mentalità fortunatamente positiva: il mio obiettivo non è cercare una perfezione tecnica assoluta, ma trasmettere qualcosa. 

Quando suono, vorrei regalare qualcosa di bello a chi mi ascolta. Sono consapevole che quasi nessuno starà a giudicare quella singola nota sbagliata o un passaggio imperfetto, la vera sfida è fare in modo che la musica arrivi al cuore delle persone, che riesca a emozionarle. 

E, perché no, emozionarmi io stessa. Penso non ci sia nulla di più bello.  

Annabianca Buckley, 2024

foto scattata da Mara Bonazzi

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