Chi sono – Monica Kircheis

primo piano di Monica Kircheis

Flautista, cantante, mentore vocale. Lavoro con chi sente che la propria voce o il proprio suono ha ancora qualcosa da dire.

Non solo tecnicamente. Nel senso più ampio: come ti senti quando canti, cosa provi quando suoni, quanto ti riconosci in quello che produci.

Se sei arrivata/o qui, probabilmente hai già lavorato sulla tua voce. Forse da anni. E qualcosa ancora non torna non perché tu non sia capace, ma perché nessuno ha ancora guardato nel posto giusto.

Chi arriva da me

Lavoro con coristi, cantanti e strumentisti che siano amatoriali o professionisti.

Alcuni non si definirebbero ancora “musicisti”. Cantano in un coro, suonano per passione, studiano da anni senza sentirsi mai abbastanza bravi. Quella sensazione di “non essere all’altezza” è spesso il segnale che qualcosa di importante non è ancora stato ascoltato e lì posso aiutare.

Altri sono musicisti a tutti gli effetti, ma sentono che la loro identità musicale non è ancora completa. Non cercano una correzione tecnica: cercano di riconoscersi davvero in quello che fanno.

In entrambi i casi, il punto di arrivo è lo stesso: sentirti musicista non perché hai più talento, ma perché hai capito come funzioni.

La mia storia

Ho iniziato a insegnare mentre studiavo ancora. I miei insegnanti avevano capito che sapevo fare una cosa che molti musicisti non fanno: vedere i passaggi che per i più esperti erano ovvi e quindi invisibili. Quei passaggi erano esattamente dove i miei allievi si bloccavano.

Da lì ho insegnato solfeggio, armonia, storia della musica, flauto. Ho costruito lezioni-concerto in teatro per tre stagioni consecutive, collegando architettura, letteratura, arte visiva e musica, perché ho capito presto che il suono non vive in isolamento.

Poi mi è stato chiesto di lavorare con i bambini più piccoli. Lì non potevo più usare riferimenti culturali: dovevo partire da quello che conoscevano già. Il corpo. Il movimento. E ho scoperto che il movimento era la musica non una metafora, una realtà fisiologica.

Mi sono diplomata in Ritmica e poi in Movimento Funzionale con Rosalia Chladek. Nel tempo ho insegnato musica attraverso il movimento dall’asilo nido alle classi di maturità, nelle scuole di teatro e nelle scuole di musica e ho formato oltre 400 insegnanti in questa disciplina. In parallelo ho continuato a esibirmi come flautista e come cantante, perché per me l’insegnamento non è mai stato un’alternativa alla musica. È un altro modo di praticarla.

In tutti questi anni ho lavorato con più di 10.000 allievi tra bambini, adolescenti e adulti, e ho formato oltre 400 insegnanti. Non lo dico per impressionare: lo dico perché significa che ho visto migliaia di volte il momento in cui qualcosa si sblocca o non si sblocca. E ho imparato a riconoscere perché.

A un certo punto ho sentito il bisogno di andare più in profondità: capire non solo come il suono si produce, ma cosa fa alle persone. Da lì sono arrivata all’Osteofonia con François Louche, alla fisiologia funzionale della voce con Gisela Rohmert, al lavoro sulla fascia, alla neurologia applicata con Z-Health.

Ho scelto questi percorsi anche per una ragione personale: nonostante mi dedicassi completamente alla musica, non sempre mi sentivo all’altezza. Ho dovuto trovare vie traverse per migliorare i miei risultati. Quelle vie traverse sono diventate il mio metodo.

Oggi lavoro principalmente con coristi, cantanti e strumentisti che cercano qualcosa che la tecnica tradizionale non ha ancora risolto. Ho seguito oltre 300 musicisti in percorsi individuali dedicati alla voce. La mia formazione continua dato che la materia è vasta, e ogni cosa che imparo entra nel lavoro.

Come lavoro

Il mio approccio nasce dall’incontro tra neurologia, fisiologia della voce, movimento e pedagogia. Non è un metodo unico con un nome è una sintesi costruita in decenni, che adatto a ogni persona.

Le formazioni principali che informano il mio lavoro:

  • 🎵 Osteofonia con François Louche (Francia) – l’impatto neurologico del suono e l’arte dell’ascolto
  • 💃 Pedagogia del movimento del sistema Chladek® – con Rosalia Chladek (Francia/Austria) – il corpo come via di accesso al suono
  • 🎼 Ritmica: studio della musica attraverso il movimento – formazione e insegnamento in Svizzera, Germania, Belgio, Francia

Tutto questo converge in una direzione: capire cosa sta succedendo nel sistema. Non correggere il sintomo, ma trovare da dove viene.

Monica Kircheis - insegnante di vocalità

Fare musica è una delle attività più belle in assoluto e non poterne godere appieno per un blocco, per una tensione, per una voce che non risponde sarebbe un gran peccato. Ed è esattamente per questo che sono qui.

Monica Kircheis

Cosa puoi aspettarti

Lavorare con me non produce solo un suono migliore.

Produce qualcosa di più difficile da descrivere e più difficile da dimenticare: la sensazione di riconoscerti in quello che fai. Di sentirti musicista non perché hai più talento, ma perché hai capito come funzioni.

Molte persone mi dicono che quello che imparano va oltre la musica. Che cambia come si muovono, come respirano, come stanno con gli altri. Per me non è una sorpresa: la voce è uno specchio. Ma il punto di partenza e di arrivo resta sempre il suono.

Gli adulti spesso arrivano con diffidenza verso il lavoro corporeo. Lo capisco, siamo abituati a separare mente e corpo, concetto ed esperienza. Ma quando quella diffidenza si scioglie, l’apprendimento non è molto diverso da quello dei bambini: diretto, curioso, gioioso. Ritrovare quella semplicità nello studio è uno dei risultati di cui vado più fiera.

Un po’ di me

  • Cresciuta tra due culture — italiana e tedesca — e porto entrambe nel mio modo di lavorare
  • Parlo quattro lingue, anche se a volte mi mancano le parole
  • Ho lavorato come cuoca in un rifugio alpino (la buona cucina è una forma di cura)
  • So i nomi delle dita dei piedi e i bambini mi adorano per questo
  • Ho due sorelle, un fratello, sette nipoti e quattro bisnipoti
  • Amo la montagna, l’arte, la natura, la lentezza e l’apprendimento continuo
  • Da bambina mettevo la sveglia prima del tempo solo per godermi ancora un po’ il letto. Lo faccio ancora.

Perché lo faccio

Per me la ricerca del suono è uno stile di vita. Significa ascoltare, sentire, percepire. Significa scoprire che c’è sempre un livello più profondo nella musica, nel corpo, nelle persone.

Insegno perché è una missione, non un mestiere. L’ho capito presto, e non ho mai smesso di crederci.

Se la vita influenza il nostro suono,
quanto può la nostra voce co-creare la nostra vita?

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