Annalisa Malerba intervista Monica Kircheis

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Ho avuto l’onore di essere intervistata da Annalisa Malerba, una cara amica, che mi ha posto le domande giuste. Questa intervista era diretta ai suoi iscritti, ma mi piace poterla condividere anche qui sul mio sito.
Vorrei però presentartela per bene. Alcune caratteristiche le avevo accennate nel resoconto di luglio 2023, ora una presentazione più formale:
Annalisa Malerba osserva, raccoglie e scrive dai sassi e dai boschi abbandonati sotto l’Alpe della Luna. Apolide, ha trovato da poco Casa in una vallata sperduta dell’aretino, in direzione del Passo di Montelabreve. Con il marito e i figli ha avviato il progetto Gorgascura fermenti e flora: custodia del territorio che contempla rimettere in coltura i campi, raccogliere, trasformare mediante fermentazione e altre tecniche ancestrali di grande modernità.
Autrice e traduttrice, continua il proprio lavoro di formatrice per i professionisti della ristorazione in collaborazione e confronto con botanici, forager, erboristi e chimici. Potete sbirciare Gorgascura nell’omonima pagina.
Parto chiedendoti da quanti anni la Musica è la tua vita e, nello specifico, da quanti anni dai voce alla Voce.
La musica ha sempre fatto parte della mia vita, mi ha aiutata a vivere e continua a farlo. Non provengo da una famiglia di musicisti, ciò nonostante ho voluto con tutte le mie forze che la musica facesse parte della mia vita. Guardando a ritroso, mi accorgo come indicare la strada nel mondo sonoro fosse per me già un obiettivo sin da piccola. Con il diventare adulta ho intrapreso anche altre strade, ma la musica si ripresentava sempre per farmi capire che non ne potevo fare a meno. Così mi sono completamente aperta a essa.
Come tutti i bambini anche a me piaceva cantare, ma allo studio del canto ci sono arrivata tardi. Un po’ perché fra strumentisti i cantanti non avevano una buona nomea, li consideravamo assai ignoranti. Forse anche perché in Conservatorio avevano un programma semplificato. In ogni caso solo da una quarantina d’anni ho iniziato a studiare canto. La voce mi incuriosiva in quanto è il risultato sonoro del nostro strumento primario, il nostro corpo, che ognuno di noi ha sin dalla nascita.
Ho così iniziato a studiarla, analizzarla, ascoltarla e seguirla. A scoprire cosa mi soddisfaceva, cosa mi dava equilibrio, che ruolo avesse per me la musica, a trovare il senso e il mio posto nel mondo. Ho avuto insegnanti musicisti che mi hanno aiutato in questo percorso, come anche insegnanti di ambiti apparentemente lontanissimi da quello che è il mondo musicale. Ora aiuto e supporto a mia volta persone in questa ricerca del mondo sonoro.
Qual è stato il tuo percorso di studi e il tuo percorso professionale?
Forse questa è la domanda più difficile alla quale rispondere ed è per questo che non ho da parecchio più un curriculum aggiornato. Diciamo che ho seguito formazioni più classiche e riconosciute, come Conservatorio assieme alle masterclass in giro per il mondo e Università. Ma poi ho seguito corsi e formazioni sull’ascolto, sul movimento, sulla fisiologia applicata, sulle fasce, sul sistema nervoso e molte altre ancora.
Mi accorgo che sono un po’ come Eta Beta che durante delle conversazioni tiro fuori studi e formazioni delle quali mi sono scordata di nominarle nel curriculum. In ogni caso continuo a formarmi a tenermi aggiornata, perché studiare e scoprire cose nuove è proprio appagante. Tutto ciò che imparo lo rielaboro per metterlo al servizio dei miei allievi.
Il mio percorso professionale gira attorno all’insegnamento. Nella mia scuola veniva incentivato, infatti chi era bravo in qualcosa aveva quasi l’obbligo di dare ripetizioni a chi era più debole. Questo significava dover semplificare, entrare nella logica di qualche d’un altro e trovare la maniera come far superare la difficoltà. Durante gli studi poi venivo spesso chiamata per dare supplenza nelle varie materie. Ho insegnato di tutto!
Poi ho accantonato perché volevo suonare finché mi resi conto che il mondo concertistico era molto, troppo competitivo per i miei gusti e mi sono accorta che mi mancava insegnare. Ho tenuto lezioni in teatro, finché mi hanno chiesto di insegnare musica ai bambini della scuola materna ho dovuto cambiare approccio, fino ad allora avevo a che fare con un pubblico adulto e facevo associazioni con la letteratura, il teatro, l’architettura, la matematica ecc. certo non potevo interagire con i bimbi allo stesso modo.
Così sono partita dal loro linguaggio più naturale: il movimento. Ho studiato ritmica, lo studio della musica tramite il movimento e sono diventata formatrice in questa disciplina. Poi mi hanno chiesto di tenere spettacoli con i bambini in teatro e allora ho studiato danza con attenzione al movimento funzionale, così mi sono lasciata distrarre e per un po’ ho fatto la ballerina e coreografa, ma ho continuato a insegnare.
Ho poi intrapreso lo studio dell’osteofonia con l’arte dell’ascolto, ed è stato l’approccio che mi ha indirizzato verso l’effetto che il suono ha sull’essere umano. Ho creato e partecipato a spettacoli musicali per i bambini e tuttora mi piace creare dissertazioni musicali su temi specifici. Ho insegnato in scuole di musica, di teatro, nelle scuole di ogni grado.
Mi fermo perché il racconto diventa troppo lungo e ho nominato solo alcune cose fatte. Dai bambini ho imparato tantissimo sull’apprendimento e ora cerco di riportare tutto questo bagaglio di esperienze nel supporto che do ai musicisti professionisti o dilettanti.
Per inciso sono convinta che tutti noi siamo musicisti, alcuni ne sono consapevoli altri meno, ma lo siamo tutti.
La Voce come significante. Sei un’attenta studiosa e sperimentatrice delle Neuroscienze. Quanta complessità costruisce la nostra Voce e cosa una Voce può dirci?
La voce ripropone tutte le nostre caratteristiche, come la nostra strada per ri-conoscere la nostra essenza, la nostra anima. In pratica la voce rende udibile il nostro strumento che è composto dal nostro corpo fisico, energetico, emozionale, mentale e spirituale.
Da quando mi è diventato chiaro che le risposte alle stimolazioni sono sia a livello fisiologico, ma anche a livello neurologico, la ricerca è diventata ancora più interessante.
Il sistema nervoso si costruisce strada facendo e dipende dalle esperienze che abbiamo fatto, dall’educazione ricevuta, dalla cultura nella quale siamo nati… Perciò il sistema nervoso si adatta come una seconda pelle a noi. Con le sue risposte, le sue reazioni è lì per proteggerci. Ma siamo esseri umani con i nostri traumi raccolti durante la nostra vita. Poter aiutare il nostro sistema ad autoregolarsi è fondamentale, ma è proprio questo un lavoro di grandi soddisfazioni.
L’organo Voce, non solo laringe. Perché siamo così poco attenti alla nostra Voce e come possiamo prendercene cura, anche da non professionisti?
Siamo poco attenti perché non ne conosciamo l’importanza. Eppure è un nostro biglietto da visita. Poi siamo convinti che se non intraprendiamo lo studio di tecniche varie non possiamo cambiarla e uno studio viene visto spesso come qualcosa di difficoltoso. Inoltre siamo sempre molto critici verso noi stessi. E quando sentiamo la nostra voce registrata ci inorridiamo (non tutti, ma quasi tutti). La nostra mente perciò cerca di non darle peso, della serie quello che non sento non esiste. Trovo sia un gran peccato perché appunto la voce ci rappresenta.
Prendercene cura vuol dire prima di tutto restituirle dignità e significa iniziare ad ascoltarla. Ci basterebbe raccogliere dati, notare quando cambia e come, in quali situazioni. Osservare, ascoltare come la utilizziamo. Dal momento che tutti abbiamo una voce dalla nascita, tutti possono intraprendere un lavoro sulla voce.
Cosa cambia in una persona che inizia a lavorare sulla propria voce?
Cambia l’approccio alla voce, ma anche l’approccio alla vita quotidiana, perché la voce evidenzia i nostri comportamenti. Lavorare sulla voce tramite il sistema nervoso, permette un cambiamento delle abitudini. La persona si accorge di come sia più facile e semplice apprendere tramite il gioco e la gioia. Viene riattivata quella sana curiosità e si inizia la ricerca e la scoperta.
Ci si innamora sempre di più della propria voce che poi racchiude tutte le nostre caratteristiche e le nostre capacità di relazionarci con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente.
Ovviamente dipende anche dall’obiettivo che uno ha in mente di raggiungere, anche se questo può cambiare strada facendo. Si possono vivere le lezioni a vari livelli dal più superficiale a quello più approfondito, dipende dalla persona e non esiste uno più giusto dell’altro.
In ogni caso la voce si arricchisce e la qualità aumenta, l’utilizzo diventa più funzionale, si fa meno fatica a emetterla e diminuiscono drasticamente raucedini e afonie. Come bonus si scopre che come cambia la voce così cambia anche la tua vita, insomma c’è anche una crescita personale.
La Voce come significante. Possiamo dire che i suoni di per sé racchiudono una sorta di Esperanto e che basta liberare la Mente e mettersi in ascolto?
Non è questione di liberare la mente e forse non è nemmeno un vero e proprio linguaggio. Diciamo che ci sono vari livelli racchiusi nel suono della voce e l’effetto che ha su chi emette i suoni e su chi li ascolta.
una sensazione corporea
si aggiungono pensieri, associazioni, idee, parole o persino frasi
immagini interiori
movimenti, reazioni del corpo che si possono percepire
emozioni che possono affiorare
L’ascolto come la regolazione del sistema nervoso sono la base di qualsiasi tipo di cambiamento, compreso quello della voce stessa.
I suoni del mondo animale (uomo escluso) , vegetale e minerale. Come entrano nella tua vita e nella tua attività?
Spesso i suoni del mondo animale, vegetale e minerale hanno delle similitudini con alcuni sistemi del nostro organismo ed è lì che ci possono venire incontro. Inoltre alcuni di questi suoni vanno a stimolare delle frequenze specifiche che nutrono il nostro sistema nervoso e il nostro cervello. Io li utilizzo per innescare un’auto-organizzazione e un auto-nutrimento.
Riconoscere e permettere l’effetto che i suoni hanno su di noi, ci permette di conoscerci di più e arricchire la nostra vita con “dettagli” che fanno già parte di noi, ma che prima tenevamo nascosti. In fondo partiamo dal macrocosmo per riconoscere in noi il nostro microcosmo.
Nelle mie lezioni utilizzo questo materiale per stimolare il riconoscimento più che altro dal nostro sistema nervoso per scoprire il nostro microcosmo.
Dove possiamo trovarti online? …e dove possiamo trovarti di persona?
Ho da poco aperto un mio sito www.monicakircheis.com ma se vai su www.monicakircheis.com/link troverai tutti i link diretti più importanti del sito, dove con il tempo si arricchirà oltre delle mie offerte, anche di materiale sul mondo sonoro.
Ho attivato anche una newsletter alla quale invito tutti a iscriversi per poter rimanere più in contatto con chi mi segue. Lì potrete ricevere ispirazioni, riflessioni e ricerche tutte attorno alla vocalità per migliorare il proprio rapporto con il suono, con la voce.
Se qualcuno volesse intraprendere un percorso con me mi contatti via mail all’indirizzo info@monicakircheis.com sarò lieta di fissare un incontro conoscitivo.
Mentre di persona mi potete trovare principalmente a Milano nella mia città, ma per alcuni progetti come seminari e laboratori mi sposto tranquillamente. Da quando ho iniziato a insegnare anche online viaggio decisamente molto di meno.
Ho un ricordo meraviglioso della Luce pulita di casa tua, in pieno centro a Milano. La stessa pulizia e attenzione ai dettagli che hai portato negli ultimi mesi all’interno delle tue conferenze online. Cosa ti ha colpito di questa esperienza?
Inizialmente erano nate per i miei allievi. Poi l’anno scorso le ho rielaborate e sono state inserite all’interno di un ciclo di conferenze attorno all’arte, intesa come figurativa, pittorica, architettonica e scultorea. Le persone presenti non fanno parte del mio pubblico abituale in quanto hanno poco a che fare con la musica e forse non hanno mai pensato all’importanza della voce. Proprio questo mi ha spronato a condividere e portarli a vedere e ascoltare il mio punto di vista, il mio punto di ascolto. Conferenza dopo conferenza le persone erano sempre più incuriosite e hanno iniziato a interagire e ho avuto dei bellissimi feedback, tanto che prossimo anno continuerò a collaborare. Perciò seguitemi per sapere il programma.
Tre libri sul comodino e tre sogni ancora nel cassetto.
Per quanto riguardo i libri ne ho diversi, alcuni già iniziati mentre altri sono in procinto, perciò vi dirò perché li ho scelti.
- “Alberi sapienti, antiche foreste” di Daniele Zovi
Scelto perché gli alberi mi affascinano (in università ho studiato agraria) e perché tanto tempo fa avevo un progetto sugli alberi e la voce a me molto caro, che vorrei riprendere o meglio costruire da zero. In questo libro spero di trovare alcune ispirazioni per vedere quali associazioni io possa fare.
- “Anchored. How to Befriend Your Nervous System Using Polyvagal Theory” di Deb Dana
Un libro sul sistema nervoso da leggere con molta calma, qui vengono approfonditi i tre sistemi di reazione.
- “Memini” di Franco Pavan
Sono piccole storie di storia della musica scritte magistralmente da Franco, musicista (liutista) a sua volta. Franco scrive scorci della vita di musicisti del passato cogliendo la loro parte più umana che si intreccia con l’essere musicista. Merita tantissimo.
Ed ecco qui i miei tre sogni che vorrei concretizzare al più presto
Aiutare e supportare più persone possibili (anche e soprattutto musicisti) a diventare coraggiosi e rendersi più veri e sinceri. Questo perché spesso ci nascondiamo dietro alla tecnica, dietro alla strategia invece che mostrarci come siamo. Questo ci renderebbe molto più liberi. Non c’è cosa più bella che stimolare le persone a intraprendere la strada verso l’innamoramento e l’amore di ciò che si fa.
Allargare sempre di più la comunità che apprezza la bellezza del suono. Riuscire ad affascinare sempre più persone alla scoperta della propria voce per portare consapevolmente bellezza nel mondo.
Concretizzare il progetto sugli alberi e la voce con te, cara Annalisa.